Barche: international yachting magazine

>Come descriverebbe il suo lavoro?

Cerco di creare design dirompente e totale, di la¬sciare il segno. Non so fare la stessa cosa due volte, non mi interessa e mi innervosisce.

Da cosa è ispirato?

Dalla ricerca continua della bellezza e del pro¬gresso, da qualsiasi disciplina creativa, dal De¬sign Italiano che assimilo alla figura Leonardiana.

Il suo lavoro è influenzato da qualche partico¬lare movimento o persona?

La mia formazione estetica è stata fortemente influenzata da Walter Albini, figura chiave dell’al¬ta moda italiana e amico di famiglia. Nel mondo della progettazione navale, oltre a Peter du Cane e James Beard, Paolo Caliari e Franco Harrauer, per me è sempre stata predominante la figura di Renato ‘Sonny’ Levi, un uomo eccezionalmente brillante che ho amato profondamente per la ca¬pacità unica di coniugare bellezza e funzionalità. Sono un fan di Elon Musk ed in genere di chi in¬nova ed inventa, senza aver paura di cercarsi ro¬gne.

Ci sono dei progetti ai quali vorrebbe lavora¬re ma che non le sono ancora stati proposti?

Tantissimi: un aeroplano, un dirigibile, un sotto¬marino, un elicottero ed una barca a vela meno noiosa di quelle attuali. Le macchine non mi in¬teressano molto - da progettista - ma mi piace¬rebbe progettare un super yacht veramente dif-ferente, che conceda poco all’opulenza e tanto alla vita in mare.

Dove è indirizzato il design nautico?

Un uso improprio degli strumenti digitali sta in¬golfando il panorama di forme amorfe, virtuosi¬smi geometrici privi di un concetto valido. Ma la contaminazione tra tante discipline è feconda e porterà a grande evoluzione.

A cosa assomiglia il suo luogo di lavoro?

Ad una luminosa piazza dove ci ritroviamo per parlare, inventare, litigare, ridere per creare cose e processi bellissimi.

Come si immagina il futuro del design?

Il futuro, in generale, sarà bellissimo: Fidel Castro disse che non abbiamo il diritto di essere pes¬simisti e io penso che avesse ragione. Il Design dirà meno bugie e farà meno promesse.

 

>How would you describe your work?

I try to design in a sensational and total way, leaving a mark. I can’t do the same thing twice, it doesn’t interest me, it irritates me.

What inspires you?

By a continuous searching of beauty and progress, by every creative Art, by the Italian Design, which, in my opinion, comes to mean the figure of Leonardo da Vinci.

Is your work influenced by any particular movement or person?

My aesthetical training has been strongly influenced by Walter Albini, key man in the Italian haute fashion and a friend of my family. In the naval design world, besides Peter du Cane and James Beard, Paolo Caliari and Franco Harrauer, Renato “Sonny” Levi was my mentor, a brilliant man, who I deeply loved for his unique skill to marry beauty and function. I’m a fan of Elon Musk and, in wider terms of everyone who can innovate and create, without worrying about looking for trouble.

Are there projects you’d like to work on that haven’t yet come your way?

Many: an airplane, an airship, a submarine, a helicopter and a sailing boat less boring than the present ones. I’m not interested in cars- as a designer- but I’d like to design a very different super yacht, giving less to lushness and more to the life at sea.

Where do you think design is headed?

The improper use of the digital instruments is enlarging our background of formless shapes and geometric virtuosity without a valid concept. But this melting pot of different disciplines will be fruitful, moving us towards a great evolution.

What does your workshop or studio look like?

Like a bright square, where we come together to talk, invent, arguing, laughing to create beautiful things and processes.

What do you envisage for the future of design?

In wider terms, the future will be wonderful: Fidel Castro said that we must not be pessimistic and I think he was right. The Design will tell fewer lies making fewer promises.

 

 

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